I cinque controlli da fare prima di rispondere
Davanti a un’offerta allettante, rallentate. Verificate prima di tutto che l’organizzazione esista e che stia davvero assumendo, passando dal suo sito ufficiale trovato per conto vostro e non dal link contenuto nel messaggio. Confrontate poi il titolo della posizione, l’indirizzo di contatto e lo svolgimento della selezione annunciato con ciò che l’azienda pubblica.
Controllate infine l’identità di chi vi scrive: nome, funzione, indirizzo e-mail e profilo professionale. Un dirigente di un grande gruppo di norma non usa una casella di posta gratuita. Se anche uno solo di questi elementi non torna, interrompete gli scambi finché non avete chiarito il punto.
Prendete l’abitudine di cercare il nome del selezionatore e quello dell’azienda insieme a parole come recensioni, denuncia o truffa. Questa ricerca rapida fa spesso emergere testimonianze di candidati già contattati e richiede meno di cinque minuti prima di trasmettere qualsiasi cosa.
- esistenza reale del datore di lavoro
- coerenza dell’indirizzo di contatto
- identità verificata del selezionatore
- svolgimento normale del processo
Intermediari e agenzie: chiedere chi ha dato loro l’incarico
Molte assunzioni internazionali passano da agenzie specializzate, ed è del tutto legittimo. Chiedete semplicemente quale azienda ha incaricato l’intermediario, per quale posizione precisa e da quando. Verificate l’informazione contattando il datore di lavoro attraverso recapiti ottenuti in modo indipendente, non quelli forniti da chi vi ha contattato.
Un’agenzia seria indica il proprio cliente, descrive il ruolo e non vi chiede di pagare per essere presentati. Se il nome del cliente resta segreto fino alla firma, se la società non compare nei registri pubblici o se il suo indirizzo non corrisponde ad alcuna attività visibile, considerate il rischio elevato.
Un logo, una videochiamata o un contratto rapido non dimostrano nulla
I truffatori copiano loghi, lettere e intere pagine. Una videochiamata può essere organizzata da una persona che recita una parte. Un contratto inviato molto in fretta, senza un colloquio approfondito né domande sulle vostre competenze, deve soprattutto preoccupare: una vera azienda si prende il tempo di valutare un candidato.
Fidatevi piuttosto di indizi convergenti: un’offerta presente sul sito ufficiale, un interlocutore raggiungibile attraverso il centralino dell’azienda, un processo di selezione coerente, informazioni verificabili sul luogo di lavoro. L’accumulo di piccole incongruenze conta più di un singolo elemento isolato.
Le richieste di denaro in tutte le loro forme
Spese di pratica, di visto, di assicurazione, di formazione, di traduzione, deposito cauzionale: le richieste hanno nomi diversi, ma l’idea resta quella di farvi pagare prima dell’assunzione. Le spese legittime per il soggiorno si versano alle autorità, non sul conto personale di un selezionatore.
Diffidate anche di assegni da incassare, bonifici da inoltrare, pacchi da rispedire o acquisti di attrezzature da anticipare. Questi schemi usano il candidato come tramite di operazioni fraudolente e possono coinvolgerlo in prima persona. Se vi viene chiesta una somma senza una spiegazione ufficiale, interrompete la procedura.
Documenti sensibili: che cosa inviare e quando
Una selezione legittima non richiede né copia del passaporto, né coordinate bancarie, né foto dei documenti d’identità al primo contatto. Questi elementi vengono chiesti più tardi, a offerta confermata, attraverso canali sicuri e per un motivo preciso come il contratto o l’autorizzazione al lavoro.
Se avete già inviato un documento, avvisate la banca, tenete sotto controllo i conti e restate attenti a eventuali tentativi di furto d’identità. Cambiate le password dei servizi interessati. Per il futuro, trasmettete solo ciò che è necessario, e soltanto dopo aver verificato l’identità del destinatario.
Conservare le prove e rivolgersi ai servizi competenti
Appena nasce un dubbio, conservate messaggi, schermate, numeri di telefono, indirizzi e-mail, riferimenti di pagamento e nomi utilizzati. Serviranno per una segnalazione. Non cancellate nulla, anche se vi vergognate di aver risposto: i truffatori contano proprio su questo sentimento.
Diversi organismi pubblici forniscono consigli e strumenti per segnalare. In Italia potete rivolgervi alla Polizia postale e delle comunicazioni; in Francia, France Travail e la piattaforma nazionale contro la cybermalevolenza informano sulle truffe legate al lavoro. Negli Stati Uniti la Federal Trade Commission si occupa delle frodi legate alle false offerte. Consultate l’ente del vostro Paese.
Se avete già pagato o trasmesso dei dati
Contattate rapidamente la banca per valutare un blocco, il blocco della carta o la contestazione dell’operazione. Quanto più breve è il ritardo, tanto maggiori sono le possibilità di limitare i danni. Segnalate poi i fatti alle autorità competenti, consegnando le prove conservate.
Avvisate anche la piattaforma su cui l’offerta è stata pubblicata, affinché rimuova l’annuncio. Non mettetevi in contatto con persone che pretendono di recuperare il vostro denaro dietro compenso: queste offerte di recupero sono spesso una seconda truffa. Chiedete consiglio a un ente ufficiale o a un avvocato.
Parlatene con chi vi sta vicino: uno sguardo esterno individua spesso ciò che l’entusiasmo nasconde. I truffatori giocano sull’urgenza e sulla segretezza, due leve che una semplice conversazione con una persona cara disinnesca. Prendetevi il tempo necessario, anche a costo di lasciar passare un’offerta che vi chiede di rispondere entro la giornata.
Verificare un’offerta seria senza rinunciare alle opportunità
La prudenza non deve scoraggiare. Molte offerte internazionali sono autentiche, e un datore di lavoro onesto accetta di essere verificato. Preparate alcune domande semplici: chi firma il contratto, dove si trova il datore di lavoro, quali formalità di soggiorno servono, chi paga che cosa.
Una risposta chiara, coerente e verificabile è un buon segno. Una risposta evasiva, frettolosa o infastidita è un indizio contrario. Abituatevi a confrontare l’annuncio con una fonte indipendente e prendetevi il tempo di parlarne con una persona vicina o con un consulente prima di decidere.
Domande frequenti
Un’offerta troppo ben pagata è per forza sospetta?
Non per forza, ma merita un controllo in più. Confrontate la retribuzione annunciata con quella di offerte simili nello stesso Paese e per la stessa professione. Una differenza notevole senza spiegazioni, unita a un’assunzione rapida o a una richiesta di denaro, è un campanello d’allarme. Verificate il datore di lavoro attraverso i suoi canali ufficiali.
Un selezionatore può chiedere legittimamente una copia del mio passaporto?
Sì, ma più avanti nel processo, per ragioni precise come un contratto o un’autorizzazione al lavoro, e attraverso un canale sicuro. Al primo contatto questa richiesta è insolita. Verificate l’identità dell’azienda e del destinatario prima di inviare qualsiasi cosa.
Che cosa fare se l’intermediario rifiuta di nominare il datore di lavoro finale?
Consideratelo un ostacolo insuperabile. Un intermediario serio può indicare l’azienda per cui assume, almeno prima della firma. Se il nome resta nascosto, chiedete una prova dell’incarico oppure interrompete gli scambi. Non pagate mai per accedere a un’offerta di cui non conoscete l’autore.
Dove segnalare una falsa offerta di lavoro incontrata all’estero?
Segnalatela prima alla piattaforma che la ospita, poi alle autorità del vostro Paese di residenza, come la Polizia postale in Italia. A seconda dei casi, si può fare una segnalazione anche alle autorità del Paese in cui si trova il presunto datore di lavoro. Conservate tutte le prove prima di agire.
